La Programmazione Locale

Ai sensi dell’art. 8,quarto comma della L.R. 40/2005, sono strumenti della programmazione locale in materia sociale, socio-sanitaria e sanitaria territoriale:

  1. i Piani integrati di salute di cui all’art. 21 della L.R. 40/2005;
  2. i Piani attuativi delle aziende unità sanitarie locali di cui all’art. 22 della L.R. 40/2005;
  3. i Piani attuativi delle aziende ospedaliero – universitarie di cui all’art. 23 della L.R. 40/2005

Nel grafico che segue sono individuate le modalità di dialogo tra la programmazione locale e quella regionale:

Il Piano integrato di salute

Il Piano Integrato di Salute (PIS) è lo strumento diprogrammazione integrata delle politiche sanitarie e sociali alivello zonale.


Il PIS è approvato dalla Conferenza Zonale integrata o dalle Società della Salute ove esistenti, si coordina e si integra con il Piano di Inclusione Zonale (PIZ) di cui all’art. 29 della L.R. 41/2005 ed è presentato nei Consigli Comunali entro 30 giorni dalla sua approvazione (art. 21, comma 3).


E’ compito del PIS:

Definire gli obiettivi di salute e benessere ed i relativistandard quantitativi e qualitativi in linea con gli indirizziregionali, tenendo conto del profilo di salute e dei bisogni sanitarie sociali delle comunità locali;

Individuare efficaci azioni di contrasto nei confronti delle diseguaglianze nella salute e nell'assistenza sanitaria;
Adottare strategie per rendere più facili i progetti individuali di cambiamento degli stili di vita;
Individuare le modalità attuative;
Definire la rete dei servizi e degli interventi attivati sul territorio con indicazione delle capacità di intervento in termini sia di strutture che di servizi;
Individuare, sulla base degli obiettivi di salute di cui alla lettera a), le priorità di allocazione delle risorse provenienti dal fondo sanitario regionale e di quelle dei comuni;
Definire il fabbisogno di strutture residenziali e semiresidenziali, in coerenza con la programmazione regionale;
Promuovere l'integrazione delle cure primarie con il livello specialistico attraverso reti cliniche integrate e strutturate;
Definire, tenuto conto della complessiva organizzazione aziendale, la distribuzione sul territorio dei relativi presidi;
Individuare gli strumenti di valutazione di risultato relativi agli obiettivi specifici di zona.

Il PIS  ha durata analoga al ciclo di programmazione sociale e sanitaria integrata regionale. La parte operativa zonale è aggiornata annualmente.


Il Piano di Inclusione Zonale (PIZ), a sua volta, determina, con riferimento alla funzione fondamentale in ambito sociale dei comuni e in conformità con le disposizioni del piano sanitario e sociale integrato regionale, le attività da perseguire tramite le reti di servizi e di welfare territoriale e gli obiettivi di servizio,….”


Il PIZ è approvato dalla conferenza zonale dei sindaci di cui all'articolo 34, ovvero dalle Società della Salute, ove esistenti ,e si coordina con le altre politiche socio-sanitarie integrate a livello di zona-distretto nell'ambito del piano integrato di salute(art. 29 L.R. 41/2005)


Il Piano attuativo locale

Ai sensi dell’art. 22 della L.R. 40/2005 il Piano attuativo locale è lo strumento di programmazione con il quale, nei limiti delle risorse disponibili, nell'ambito delle disposizioni del piano sanitario e sociale integrato regionale, del piano di area vasta e degli indirizzi impartiti dalla conferenza aziendale dei sindaci, le aziende unità sanitarie locali programmano le attività da svolgere recependo i PIS, relativamente alle attività sanitarie territorialie socio-sanitarie. Il piano attuativo locale ha durata quinquennale e può prevedere aggiornamenti .


La conferenza aziendale dei sindaci, previo parere delle conferenze zonali dei sindaci,formula
indirizzi per l’azienda unità sanitaria locale per l’elaborazione del piano attuativo locale.


Il piano attuativo si realizza con riferimento alle attività sanitarie, socio- sanitarie territoriali e socio- sanitarie integrate attraverso piani annuali di attività, che tengono conto dei contenuti del PIS, e in particolare:

  1. Attraverso il programma operativo annuale delle cure primarie, articolato per zona-distretto, che definisce i programmi attuativi delle cure primarie, della sanità d’iniziativa, dei presidi distrettuali, delle unità complesse e delle forme associate della medicina generale; tale programma operativo definisce anche i percorsi diagnostico terapeutici assistenziali delle cronicità e le relative modalità di lavoro interprofessionale;
  2. Attraverso l'atto per l’integrazione socio-sanitaria, articolato per zona- distretto,che definisce i programmi attuativi dei servizi e delle attività adalta integrazione sociosanitaria determinando nel contempo il relativo budget di livello zonale costituito dalle risorse sanitarie e dalle risorse sociali; tale programma operativo definisce anche i percorsi di valutazione multidimensionale delle non autosufficienze e delle fragilità e le relative modalità di lavoro interprofessionale.

Data Ultima Modifica:
12 Maggio 2017